Devoti, devozi e devonti, il Lord è tornato direte voi… e invece no, è tornado. Ancora una volta nel nome del sacro rabbit, con la sua Jessica – nel senso di sintomo. Questa volta è tornado per l’intingolo di Parra y Oliva (2009), difficilmente riatterrerà. Svulazz, semmai. Per i cappelli…
Che dire, direte voi, di questo luogo bloggale. Esso è strettamente indicente. Imperrocché non sia mai detto che nel mentre del mentrino possa darsi il dirsi. La scomparsa è ciò che più (non-)ci appiaga: il non-esser-ci del da-da-umpa-sein. Che sfraciarielo! Che immungolate schizzoinfragole! Olive, olive e ancora Parra-doxa!
Ma poi che differenza può essere posta tra l’essere medesimo e la stessità contenuta nell’enunciazione più propria della divenienza che si declina nell’ambito di quel frasario noto ai più immanenti tra gli -enti che più o meno può essere indicato nella formulazione che vagamente rassomiglia a quella che sto per enucleare ovvero alla Ur-dicenza magistrale evocante la Somma differenza così faceta e laidella che ormai non più agguaterella ma semmai sconquaglia giacché non è la ne-nenzia, bensì l’essere divenienti?