Le ugule molli. Da Carroll a Bion via Blanchot, senza Sade.

Masoch: appeso – a testa in giù -, sciagurata congiu-ra! Ribaltando i segni si può tutto, financo decapitare i puntini senza i: serie di miniature di un idolo casalingo, trafugata – ed oramai altrove. Taluni promanano un po’ come Breton, attingendo a piene mani dalla tradizione spagirica del XVII secolo, non capendo – affatto – Freud.

Talaltri tonitruano il Nietzsche - impalato – in Blanchot s’accende e rumoreggia. In effetti ci fu sempre una forte irrealtà nella loro Unione: la scarica di per sé non ebbe Luogo. Servirebbe un organizzatore sociale: giochetti, madrigali, odesse, soprattutto sufeti dell’Ombra: lo sapeva bene Pausania il Periegeta: l’Eco fa la differànza.

Sgomitando su e giù per lo spessore, dell’e.

[Esordienti strutturalisti vorrebbero non aver toccato quei segni putrescenti, ora si dimenano - incanteranno Edith Piaf.]

Il concetto di presenza evidenziata appare e scompare – in esametri leonini e in distici elegiaci – dalle leggi catatoniche delle agorà deserte: il serpente umano lascia la traccia su ogni cosa. Macché osp(/t)italità! Diremmo di rimbalzo: l’alterità dell’alterità, mai Altra: presuppone l’evidente.

Nonostanti i guasti – con Rimbaud schioccò l’alterazione come via regia per il come via regia per il come via regia per il come via regia per il come. Il suo (del Nostro), tuttavia, sarà kinicismo: girolagando come un cirfolle pianeta, che pentagerazione! Il globo è sfera. L’esperienza agglutinata in Verbo lascierà dunque il passo alla sintassi celiaca; i grumi svettano, difficile definirli altrimenti…

Sade leverà un urlo ad ogni zoologica senza Zoé: come l’avvoltoio che percoteva con la sua coda le labbra di Leonardo nella sua culla.

Psicagogie: la notoria griglia, gli oggetti bizzarri appesi al muro, l’Apparato per pensare i grumi scorticati che s’incistano in un’espansione colossale tutto-corpo, gran bel botto dal vertice topico! Il racconto di Jensen racconta di una guarigione: tra la barriera di contatto e la sveglia c’è sempre un comodino.

 

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