Archivio per Agosto, 2008

Fenomenologia del pollo pinne gialle (with signet guaranty)

Posted in Peregrinazioni con i tag , , on Agosto 27, 2008 by sigmondo

Né vi è alcun proverbio che ci assicuri che il porco o l’oca sognino di venir macellati.

Sig(is)mund Freud, Lezioni elementari di introduzione alla psicoanalisi

 

Si annida nei pertugi dell’ipertalamo, è spanso. [Il pulpito scalpita dalle foreste bequadre di Nottingham.] Il suo becco (nemmanco a dirlo, Fior di becco!) abita i lasciti mafiopapalini: ingordo si stramazza – e si stracazza. Bevete il Pirlusconio e…sarete tutti Pirlusconi! Sognai di essere al Cairo, nel negozio di Giovanni Maria Farina, ne ordinai un bel mezzo catino: subito dalla metafisica del Suppergiù fui fiondato alla metafisica del tra(biccolo). Essere e Tempio, insomma. Come sempre, anche l’altra volta, ci capitai per caso. Come sempre, anche la prossima volta, non ci capitolerò i testi in esametri, ma sarò lieto di accortocciare qualche fogliaccio che

come sempre, quando capitai laggiù per caso, arava col suo rombo l’orizzonte. Il Pirlusconio: dacché soggiorniamo in Dacia siamo mendaci – ci accingiamo al molle tecio! Insomma, beh, beh, bel dire o bel fare? Certo invero che il Miss-fatto è un gran gran reginetto! [L'uva.] Bertha Pappenheim si tolse di mezzo e andò proprio proprio – suppergiù – nel Grande Tra che segretamente attendeva di esser scovato. Certo giunti fin qui dovremmo chiederci: la Domanda? Risposta. Ricoeur-date ricoeur-date è tutto uno e trinipecio. Una trallallazza che scovinchia. Uno stracambep senza mbé! PPPPPPP! Un po’ come un po’ direbberro i Suddetti. Se no cos! Sforbiciando le linee della chiusa dovrmm dir ch l 

 

Il cinema d’oltrecampo e il ticinese oblungo

Posted in Cervelleità con i tag , , , on Agosto 16, 2008 by sigmondo

41 Settembre 2012: vidi un Qualium dissolversi nelle ceneri. Qualche passo. Tre giorni di raffiche, tre regioni da parresiasta. A furia d’inanellare gli anelli mancanti ci ritroveremo tra le nebbie plutoniche!

[Mastri birrai edulcorano l'Essenza con zuccheri d'artificio. Il pianeta azzurro.]

Vaticinare i sali nel tubo: moderno arcaicismo dell’avveneristico uomo-contemporaneo, nunzio delle arti belle (e feroci): Gabriele Rapagnetta a cavalcioni della cavallina lavaculo.

[Una punteggiatura grandinifera:]

Attenzione: le ###vocali sono sei: esattamente i#l numero delle d,ue torri, in qua:ttro piedi. Tre per tre vennero in superficie, cirfolli; il Pornopapa Decaffeinato pronunziò la sua cabala: ars°a la su\a spiaggia verterà sul rig”ore. Udita cotanta Merdità mi misi due rubi///netti nelle orecchie, sul freddo. Cascate diritte si bagnarono di trespolo e viaggia<rono inden!ni. La chi;ave del mantello è dun^que quello che non c’è nella gioia: perché curare le foglie fa camminare alti sull’acqua.

[Deturpamento al rafano in salsa di Condillac.]

Ronald Barthes rimbalza nel porto franco di Pier Silvio Pasolini: lavare il burro al sole divenne il suo compito da bramino: steso sotto l’egida dei grattacapi saraceni avrà un chilometro di bue prima di trovare un fiore azzurro nel latte.

  

[Sophie Tucker m'innamorò; ora lucido le stelle.]

Quando Maledetto XVI si svegliò Pornopapa Decaffeinato tonitruò uno dei suoi lemmi: il Nome-Del-Padre-Pio (linea di demarcazione tra bohemian e flâ neur): { cartarsi: più che purificazione, putrefazione} . Il lanciatore di spade, di umore bemolle, fu scotennato da una calendula di spugna. Era un ossesso: bolide d’affrettati tempi, ornitorinco fuori dalla caverna. Luce fu. L’È(s)senza spansa rotolò in un in un tumulo di vuoti. Di vuoti che abitano il giorno come febbricitanti noie.

 

 

 

Il cielo dalla parte delle radici

Posted in Cervelleità con i tag , , on Agosto 11, 2008 by sigmondo

Come popfilosofo non con-Stato, resisto al pres(id)en-te: vecchio agere del parlante – o del contraddeto – per riesumare la rinsurrezione. Bonomia. Ostinazione del gusto. Insidia della cosa. La vecchia talpa di Bataille, la colomba (s-terminata) di Kant, il serpente azzannato da Zarathustra: il tritarsi dell’Essere è ormai d’uopo.

Cosa che nessun altro potrà pre-supporre.

I grafemi incisi su pietra, su carta o digitalizzati resteranno (sempre) avamposti o, semmai, posti-di-blocco; mai reimpasti, ma tenacemente im-postori. Segni azimi ovunque: grande tema patetico di tutte le vertizioni.

[Qui: inchiodare a sorpresa un viandante-peloso (de)capitato al margine del discorso per caso; nello stesso temp(i)o scordarsi del proprio atto, non senza efferatezze.]

Rabelais e Proudhon come referenti alchemici; Jean Nicot a braccetto con Romain Roland Barthes mise loro in bocca queste parole:

- La meteorologia di Heidegger si evince dai riflessi dell’io, tegole al vento!

[La voce sarà troncata tra gli applausi di un immenso popolo.]

Eppoi schiamazzi, sicché si tolsero.

Justine. Girava per anfratti, cercava il Del del del… subito la morte-morta, come ogni inizio, come ogni atto concepitivo: alba della Concettità. Le procedure erano note, senza alcunché: tempi spazializzati in funtivi, darsena dei tramontati sensi. Che ore, sono! Benché i prodromi non furono eccelsi i giochi ormai sono s-finiti: promanando finte farine d’ossario. Oscenicamente mentitore liturgico – regalità degna d’un Bowie arrotolato.