La C.A.S-S. (Atto II: La traduzione degli Inferi)

La fretta… una specie di cannibalismo moderno.

Da Il dottor Mabuse di Fritz Lang

 

[Le pro-posizioni del (de/)dis-curso(Re) sono il crogiolo dell'af-ferma-zione, (-) proprio per dunque (-) sarebbe (per) bene enunciarle s(ì)empre nella forma del fra-sì: AF-fermazioni Frau-dolente…über über alles! Lungo il viatico il Pastore Tedesco venne al santo bosco, giusto dietro Martino stesso.]

La Destra del segno prelude. L’Èssere è(vento), (ri)dente sbriciolato tra le calci sgionfe della crapula indigerita. S’innalzano le Dinge (o s’innalza il piede monco?) La notte dove tutte le vacche sono nere, or ora, ha scovato l’allodola: pare un guasto da manuale (elettrotecnico).

La Destra del segno è il punto. Dove il senso trova una sua sospensione vi è la Destra del segno. Altra cosa è la punteggiatura, che scorre per concatenazioni tra le parole.

La Destra del segno s-traccia. Sebbene appaia, immacolata non è. Tre tracce dell’altrove: l’opacità del vento semiosferico, la resa dell’agire strumentale, l’indissolubilità dei grani di luppolo.

La Destra del segno compulsiona. Herr Hirt: «Un tale è bensì il medesimo, ma è anche altro. La noità, che dire, suona sempre come noia» . Tutto tace. [Un segno marcato con qualche arnese scippo o con le mani].

Il po-pollastro è viable, per il resto l’operazione non quadra, nemmanco di sbieco!, e non circola neppure. È spy. [Pertracchio.] Quindi: ricreare dei (ci)cloni digitali di quelle archi-tetture grammaticurali che riqualificastravano e disabitavano la cittadinanza museale dello zootico.

Detto il resto, è bene dire immantinente che il motivo del fischietto è il soffio, l’aria, invece, è una mera conseguenza: la debolezza dell’ente nell’epoca del segno. Èra un Gennariello sociabile e non poco pciabile, diciamo sociedile, ma pur-troppo inde-fesso. Il segno della Destra è il nuovo – non U/ultimo – ente.

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