Shoppinghour sarebbe lieto della lietezza se solo la sua Volontà esistesse un poco meno. Che sbagliataggine! Gli costerà tre occhi e una radice. Al radio, ovviamente. Dall’altra parte del cielo, ovviamente. Che poi non è dato il suo trovarsi… In ogni caso, la né-Cessità cade ancora una volta al solito fagiolo: è forse un caso che l’invenzione del concetto di «buco nero» sussegue proprio la diffusione della tecnologia dello sciacquone? Ancora una volta: gettati-nel-WÓ(rld).
Archivio per Ottobre, 2008
Sulla Quadruplice Radice del Principio di Ragion Deficiente
Posted in Sospensioni con i tag demenziale, empirismo, Massa on Ottobre 25, 2008 by sigmondoLa domenica lunedetta
Posted in Peregrinazioni con i tag empirismo, marketing, oralità e scrittura, televisione on Ottobre 25, 2008 by sigmondo
e coperse il fil di piombo con uno zendado nominale. Di un livore denso e assassino, il precotto. [Per ora il Tu leggente - nell'ora - non sei ancor nel divenir-lettore, ma ben presto, essendo leggente ti renderai accorto - nel ri-conto - della differenza frapposta tra la tua or ora lettura e il fatto di essere posizionato difronte al testo.] E ancora una volta in nuce. Il beghino.
L’evenienza è certa nella sua estrusione, dubbia invece, nel suo sistere. Per questo: il rimbombar meccanico è evenienza macchinica. Una mattanza attoriale nello sfracello della fabbrica iperugoLaaaaaaaa!!!! (Una sorta di vulcanico precipitattore di sememi.) Tracce di gesso nel luogo della capenza, mille rivoli di non luoghi nella capenza del gesso: lo stare instauati come seconda pioggia del cipresso iberico. Hidalgo! C’è da dire, c’è. Ma, tutto-sommato, fu solo l’algoritmo della somma…
La bancarella di Gandhi: arretrando, il colle inceppato si s-ceppa.
Posted in Peregrinazioni con i tag cinema, cogito, oralità e scrittura on Ottobre 22, 2008 by sigmondo
Non è certo facile essere stranieri nella lingua altrui, è fucile. C’è da dire, tuttavia, che il tempo si trova difficilmente in questo periodo, ed anche i gatti: la speranza fa parte delle loro mansioni. Salti logici da galeone, da parte di Carlo Teodoro D.! che di mestiere faceva il tagliavini.
Il commesso del quale spirlavo dianzi è l’eroe eponimo dell’errore, ammesso il commesso, pirltanto, l’errore è sbeccato dal giullame. Perso inoltre l’adattamento, C. T. D. si ritrovò con un volto fin troppo squadrato: il portafaccia era fuori uso. [Caso duole che « demente» sia anche forma di inavverbialità (de-)mente.]
Aventi ormai appurato che il so-dio non è-vento, bensì frusc-Io, come giungere, ora, al fruscello? Propter duello, forse? Certo, è innegabile che essendo, si è (essenti). Tuttavia quest’ultima affermazione suona enunciante un Essere illegittimo e un poco bastardo: premeditato. Le idee di (un) dio prima della (es)creazione del mondo (Hegello). Per Paracello! I sigurtesi, tuttostanti i fatti, verranno allora – fuor di danza – ballanti. L’incidentale « tra l’altro» è divenuta ormai forma discorsiva primaria: tra-l-altro. Altro che(/altroché) Quarta Persona singolare…
[Api di cera caderanno in sonno, siccome (dis)graziate sull'orlo del patibolo.]
Con calde uve nere, banchetteremo i rinnovati cermogli. Con calde uve nere, quest’anno secante verrà bagnato. Di essere entrotombi ne abbiamo ben donde! Ugulando col sufeta viaggeremo fermamente spenti.
[Metodo del discorso, insidia della cosa]
4,016 Frebbbbraio. E, presa la metropoliuretana, varie volte mi colsi sul fatto mentre facevo seri tentativi di sorpendermi con le mani nel cogliente: il fatto è che, nel mentre, il cogliersi non può darsi: e nemmanco darsi. Porci, forse.
Non sono Stato, io
Posted in Pat-etiche con i tag Attualità, scritti sociologici on Ottobre 19, 2008 by sigmondoL’unità generica marziana ha fatto pluff!
Il rivenir Maggiore
Posted in Sospensioni con i tag ricerche filosofiche on Ottobre 17, 2008 by sigmondo
Ieri mattina come spesso accade mi stavo guardando dalla strada mentre svolazzavo in nube sull’elefante rosa e, ad un tratto, udì la Gazzella Ufficiale, con voce fessa, decret(in)are: LA TESTUALITÀ DEL TESTO UNICO ABROGHERÀ TESTUALMENTE L’UNO-DEL-TESTO. Certo, come discorso sul testo, non fa una grinza. Tutta-via le discorsioni non sono mai grinzate, quindi trallalleremo altrove. Sul punto e a capo, ad esempio, molto si potrebbe dire, e molto si potrebbe tacere, anzi a dire, e non tacere, il vero, solo: leggere qualche datità già-scritta nel far-netturbino. [Jean Poll Sartre, come dicevamo molt'anzi, era notoriamente (ness)un gran esperto del Nulla.] L’Io-tempo: il procedere positivo impone uno Spazio Vitale.
Finora abbiamo evitato di dire lo scrivere: per continuare, ora, dovremmo iniziare a iniziare. Vale a dire – concludenti -: interrompere la discontinuità eclittica e srotolare i panegirici di cammello. La socitudine delle masse non può certo intagliare il foglio bianco sbusso (che nel mentrino si era persino scordato della filigrana); la labilità, invero, è 1413: chiude a 4923. C’è un moscone, probabilmente.
Il Turborapa Lentigginato
Posted in Pat-etiche, Peregrinazioni con i tag demenziale, ironia on Ottobre 11, 2008 by sigmondo
Vendeva acini di freddo sconcio e becchino, il suo capitolo rimase per sempre immutato ed il resto, troppo colato dagli sfavilli di rupe, non fu nemmanco addendo. Un’apocastasi di genziana ri-sorse, sebbene ella stessa presentì notevoli sufi ugulare nell’uva. [Fare attenzione al binario uno: il treno prove-niente è in arresto.]
In genere, l’androginia si perde, in genus, evince sempre.
Foucault ha centrato in pieno il Fuori, s-terminandolo una volta per tutte. Gran bel colpo!
La com-prensione non scongiura il funzionamento (globale) dell’orbetello, semmai lo sciagura due volte: ogni dichiarazione non corrispondente al pero sarà infatti verseguita. Le congiunzioni strabiche di Husserl vedranno la piena luce del nostro essere – da sempre – sopra-naturali in quanto macchinici, la pochezza di GGGadda-mer si misuri col pendolino! [Qui andrebbe (non)pensato a guisa di cirfolle un pertollacchio distametrante.] In soscrizione, Jean Luc non s’improvvisò imprenditore statistico delle stelle: fu bensì Vitelgelo Mostarda.
Ho esitato non poco prima di esitare a soffermarmi sulla (, del suddetto,) struttura gemellare Il Turcolato Legittimato, e rotto il (proto)collo rimasi ammutinato (dai certunici residui diurni). Ora, esitante, procederò altrove: la mente è il Luogo dei luoghi fallaci, andrebbe altresì scritto là-mente, quale nesso con il tanto, peraltro giustamente, vituperato cerebello? NessUno. [Perlomeno intendiamoci sul fatto che il due non è Uno, almeno in parte.]
C’è da credere, tuttavia, che il giorno dopo l’evento, vi sia nel segno un fitto parlottare sull’accaduto, infatti: se Kant fosse un poco più liquido, diremmo: il divenire è necessariamente vincolato ad alcunché, la qual-cosa è di pareggio.
La Comunità delle Cipolle: avevo bollito l’equipollenza un po’ troppo
Posted in Peregrinazioni con i tag demenziale, Massa, ricerche filosofiche on Ottobre 4, 2008 by sigmondo
Stavo giusto per pareggiare i refer-enti cosmogonici del bidet, quando i tondi tellurici giunsero a compimento… a proposito ne approfitto per avvisare Mastro Ciliegia che quando leggerà questo mio scritto sarò già in cima al bue, e là lo attenderò. Tornando al punto, i sorsi non erano certo in nuce e nemmanco in nube. Pirlomeno il disavanzo è performativo: overplanning consensus, potrebbe, addirittura, apparire. Oh, se Sadoch vedesse cotanto sgomento! Nella mentrità del dove, dicevamo, co-seni girolaganti riempivano l’asciugamano: mangiare manghi a colazione, sono acerbi; meglio lasciarli maturana un po’. La (n)ominazione del mondo verrà di seguito, stanti altrimenti-e-non-così le cose (che poi sono gli aspetti più calcestruzzi).
[Attenzione: il treno iperregionale di Alitalia partirà 50 volte dal binario 6 invece che a zonzo.]
Dopo che i filosofi novecenti sgozzarono tutte le maiuscole, i concetti furono secondi alle narrazioni? Attenzione: così è anche altrimenti.
Il di-rettore gasolico insiste per promuovere una politica della cessitudine: l-imitazione non può darsi, (con)viene, eppure.
Brahamamlo si chiese Vado errato o sono errante? e (pre)notò le due note di gelsomino e caucciù diffratte nel nutrito pestume, finché qualcheduno gli sbattè con deliberata malgrazia l’incomoda tardezza: pare che la stretta di mano fu inventata per dimostrare che non si è armati.
Queste riflessioni, orbene, lasciano il tempo che trovano. Mi ricordo, ad esempio, che giusto tre o quattro, a dire il vero forse sei (ma esattamente: centun giorni), lustri fa trovarono il tempo di Bergson, in tal mentre, prima di lasciarlo, Porcell Mauss/Marcell Arroust trasportava un pacco con dentro se stesso: solo allora i molti accarezzarono l’idea di élan.
Insomma: siamo capenti!: la lattuga di sodio tempesta i luoghi gommici: abita l’oltrità del nulla. Il che non è niente, ma nemmanco qualcosa. E che poi, ben lo si sa, ad essere indessicali: chi è causa dei suoi cani, pianga il commesso.