Archivio per Novembre, 2008

Schizzofrenesi e deuterogaloppo nella quadrella dell’entromachia

Posted in Peregrinazioni con i tag , on Novembre 22, 2008 by sigmondo

Gustavo pietro-polli al Carné quando uno strangulto m’infischio l’orecchia; mi disse: «Oramai i Pro-fessi son fin troppo nutriti, vediamo di enumerarli». A dir poco, dunque: l’intellettuale, il formatore reattivo, l’idealista, lo scissore, il negafono, lo spostato, er coatto e l’immancabile proiettore; un’anzifattanza di carapaci sprocellati nell’antriocurpacchio permustaffatore.

[Il machismo di Venere.]

La Psicolozia Random si destreggia bene nello sviluppo, Nonna Papera invece insegue ancora l’inconsunta stazione: il circo-di-vita è sorretto da un principio carminativo. La pulsione deputata in questo caso, séduce lo Zeppelin di Hellzapoppin’: s-caracalla il c-orallo con l’allo scal-mallo!

La morale (o la molare, se si preferisce)? I landescapes rimbanzerellano tra ugonotti e gualdraccini; Rensis Likert, in uno sfruscello, li accalacchiapperà.

CHI VUOL ESSERE MINCHIONARIO

Posted in Pat-etiche con i tag , , on Novembre 15, 2008 by sigmondo

In un’epoca di costanti ri-bassi della significazione, i nani non si sono fatti attendere: cabaret di Nibelunghi – senza Wagner – imbastiti con mezzo spago ben tirato e – con caute procedure e ben determinate circonvallazioni – opportunamente rammollito.

Oggi abbiamo appurato che l’apparecchio cicciotello induce uno Stato di depressione della vigilanza; – scavalcando gli arrovellati ric(hi)ami filosofici – potremmo pertanto esser portanti al Pertracchio. Tutto ciò tuttavia suona come un già detto ringalluzzito nel bugigattolo del pensar-muschiato: Heine fu bensì profeta: figurò un orizzonte di anecdotage.

ebbene scriverò di colombi e di tubi…

Posted in Peregrinazioni con i tag on Novembre 13, 2008 by sigmondo

[Un retroscena del supposto-pre. La s-comunicazione dei tre commensali: hai giàrdinato lo pozzo?]

Invero erano diciassei persone – tutt’affatto – arrotolate in un immondo spendore [a quattr'occhio]: tra il continuo essere-tra e dire-tra non si rischia, forse, di s-tra-fare? INTER-ESSE e TRA-DIMENTO volgono filosoficamente al rigurgito, in ispecie: aprono un inter-capedine al fantasma del boudoir.

Con dolci parole la contea fustiga il lettino - Got fire? – … e il neo netturbino sgocciola: aveva (s)paventato l’idea che la «i» e la «s» fossero le lettere più insidiose: così-si-dice.

Guattarello rimase blindato in un bald(r)acchino di gomma: la procedura non ri-esce sempre. Non dimentichiamoci che stiamo discutendo nell’ambito di un panino ben imbottito: discorrere altrove ci porterebbe ad infauste guarigioni. Tutto ciò, poi, ovviamente è da iscriversi in un ordine batterio-logico: c’era un moscone, appunto.

Alcune concordanze psichiche tra l’improvvisarsi-Heidegger e l’avere buio in meriggio pieno.

Posted in Peregrinazioni con i tag , , on Novembre 8, 2008 by sigmondo

Davanti all’aratro allora come oggi, sta soltanto… il bue.

Sig(is)mund Freud, Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio

 

Sebbene l’eroe aveva compiuto tutte le sue orecchie, è pur vero che novembre contiene un principio di Dicembrità. L’Essere improvvidente è il punto: tra la Gradiva freudiana e la Gradisca felliniana, che mestiere da pendolino, il pendolare!

[Rogorando.] Giunto, dopo tre chilometri di bue, attesi. Mi trovò là. Atteso. Era egli stesso, dunque: Mastro Ciliegia. Ebbe modo, a suo tempo, di inoltrarmi buone novelle sullo statuto, peraltro da tempo florido, del far-netturbino nell’Epistemologia della Burrata: la direzione del senso era quella della Complessità: Ov«est. Tutt’a un tratto, (tutta-via,) il su medesimo detto, mi si rivolse contro. Era un mentrino di mancata ipseità: il tratto ora biro, non era. Il suo disinchiostrarsi crebbe altresì in bagatella: la mitodologia della pre-venzione.

[Sedia.] Ancor vagano, di incenso e mirra i fumi grigi. In due. La (af)fondazione come usbergo delle pratiche del risucchio: in questo senso, sebbene il è dir-si, il si è far sì? Il siffacchio mondano? Eppoi: che il malandrillo etnografico debba meramente accomiatarsi dai contorni? Che il « che» debba esser posto in questione? È la questione che merita di abitare l’abitudine? O l’abito, forse? Ma soprattutto: il grado Zero sghiaccia?

Noterelle teoretiche sulla dottrina esegetica dell’Eterno Riporno

Posted in Cervelleità con i tag , , on Novembre 2, 2008 by sigmondo

Top down e bottom up non sono affatto modi della ricerca scientifica, bensì ordini di ordinamento, Giù la testa! o Alza il culo! Disgraziatemente per la testa di Garcia non ci sono sparanze…solo detumescenza. Un processo entrotembale, Ecco la direzione di suddetto detto! [Tra i tanti: la doppiezza del rivenire.]

L’orecchio fischiante è ormai da mesi tartassato per molestie: non a caso c’è chi predilige le danze, chi le croci, chi persino l’alfabeto, celtici. Stocasticamente esso stesso è identico al perverso, che perpetua in segreto le più disparate forme di normalità: in fondo tutti siamo sinceri con noi stessi, in superficie, mai.

[Se l'ossesso compulsiona.] Tra mannaie e coltellacci risalimmo nel merito del verde catrame. Il verdume, come il coriandolo nell’oleodotto, volò via altrove: anche se non convenne, è il Professor Parola: rovinoso declivio della semiosi.

[- Posizionamenti -]

Calibrate gnostiche si aggiustano alla logica del senso? Il fetore della s-quaglia.