Archivio per Gennaio, 2009

La falsità del codice agro

Posted in Narci-sisma, Peregrinazioni, punti di fuga con i tag on Gennaio 31, 2009 by sigmondo

                                                                        

La palla: il grado zero del capello. (Filosoficamente) Senza né barba né baffi, malpaghi dell’insperato ribaltone dei segni. Ebbene: avremo l’accortezza di contraddire tutti gli enunciati della fisica grastronomica.

Il moto browniano ci sarà di grande aiuto.

Tutto ciò mi scordò che martedì venturo, prima di aver ignorato la vera consistenza dell’Ab-surdo, avrò veduto – in guglia – il rapanello rosa sorseggiarmi dal vivaio: trattasi di processi culturo(nonché agro)genetici. Licenziai allora tanfi dieci di granulato di orbetello, per prima assumerlo con somma vacuità dieci ore dianzi. Un grammo, un Ur-; si direbbe.

Ur (o grammo) che abbiamo tracciato questa genesi non ce ne facciamo una pera matura: tutto ciò mi ricordò che il rapanello sorseggiandomi in guglia dal vivaio avrà ormai licenziato il nome di Ur-genetico, ma palafreno non fu. Forse sarebbe stato più controindicato (o di degna Allucità) nominarlo semplicemente con il chiamo: tutto ciò mi scordò che quando l’orbetello ebbe a bere il salubre solferino l’etera ri-venne tonno (senza piume, dunque). Che posto meraviglioso per torchiare le ulive!

Valicato l’alveolo (che troppo spesso S’ignora), solo piume e solferini.

La verità del codice agro

Posted in Narci-sisma con i tag on Gennaio 23, 2009 by sigmondo

 

                                                                        

Tutto ciò mi ricordò che martedì scorso, dopo aver conosciuto la vera realtà dell’Ab-soluto, vidi – in nube – l’elefante rosa salutarmi dalla strada: trattasi di processi filo(nonché ago)genetici. Assunsi allora grammi dieci di granulato di Pinocchio, per poi licenziarlo con somma vacuità dieci ore dopo. Un grammo, un’ora; si direbbe.

Ora (o grammo) che abbiamo tracciato questa equivalenza non ce ne facciamo un fico secco: tutto ciò mi ricordò che l’elefante rosa salutandomi in nube dalla strada assunse il nome di Equivalenza, ma destriero non fu. Forse sarebbe stato più indicato (o polliciato) chiamarlo semplicemente con il nome: tutto ciò mi ricordò che quando Pinocchio ebbe a bere il salubre zuccherino la bimba di-venne Donna (senza naso, dunque). Che posto meraviglioso per spremere le arance!

Ingroppata la retta via (troppo a lungo smarrita), solo nasi e zuccherini.

Quel particolare cubito sull’orda del mulo

Posted in Sospensioni con i tag , , on Gennaio 9, 2009 by sigmondo

 

                                                                                                                                    Innanzitutto «si» è detto con due i, al contrario dello scritto che ne pro-duce una sola, il che è davvero singolare visto che s’era detto con due; guarda caso «si» (ri)sente d’una voce che – seppur in-vocata da un albino in fiamme – è pur sempre un degno rumore. [D'un'ingiunzione teatrica: la re-cita ben fatta è maledetta, la malefatta in-vece è sempre Bene-detta.] (S)Trattasi del simulacro di azioni che compare (le comparse) quando la Voce viene a noia: il gusto d’un lieve tormento viene a durar fatica se lo muove un copione (quello dell’ultimo banco). Entreranno sol-Dati dal rientro levigato e lineare del testo solo sol-Dati!; la s-folla esige un salt-in-banco che – in un gesto di sconfessata malgrazia – tumuli il copione in trenta note di immeritato de-merito.

Solo all’ora (una qual chessia) la merenda seguirà l’ignoto «de-».

Quello strano fine tesico per cui la Psyché e la Physis non furono fenomeni della Wille

Posted in Sospensioni on Gennaio 7, 2009 by sigmondo

[La scrittura: il Firmamento dei segni.]

Non ci resta che sussumere le desinenze scolastiche degli Alti P(r)elati: s-comunicare il linguaggio: portarlo fuori dalla sua canonicità. Poter essere apparentemente divenienti, insomma. Tutte pillinzacchere che urgono come il prudito dello S-cripturo – il che peraltro (allorché le Erinni ci scoprano) è già incenso di Salabia. Trattasi per l’appunto d’un’ingiunzione epifanica: le orme del rientro non sono messe giù d’un iugero per le entrate senzienti; non è per tirar sulla guisa dell’emmondo che ligicano ma pé fisiar ‘l vento d’uno spatasso irrecovabile. È Teto. E non ittìta come apparverebbe all’infacio suscio: Trampiscante, trampiscante colui ‘l va pè i cionfi. La quadrella tutt’a un tratto si stinse il pennino e fummo da capo. Il ruitante gommesto!