Lo stracarlone intergalattico al cospetto di Luigi Vernes

                                                                                                                                

Bruce tornava in Texas: aveva ormai raggiunto, tra applausi e ovazioni, il suo agognato complesso fisicalista, l’arcinoto duo Deno. Egli raccontava di aver manomesso (o meglio: di aver messo mano) sulla loro strumentazione teatrica – noi trapassati non abbiamo alcun senso del tempo -, per poi riarrangiarla dal primo rigattiere – che era solito sciogliersi nei mille rivoli della transitività gheoparda.

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