Essay sull’argonica speciazione degli enti primi
Ieri sera, verso le tre della sera, mi ritrovai a dialogare un dialoghetto con Sapevole: «In fondo in fondo debbo ammettere il mio platonismo: confido nel fatto che l’immane scrivenza rovini affatto gli enti, che li deturpi almeno un pochetto.
Al contrario, se così non fosse, smetterei all’istante, e mi dedicherei piuttosto all’istantanea. Al momento – stante l’istante – sarebbe bene dire sarebbe!, anzi desistere dal dirlo e scriverlo semmai: “sarebbe”. E così scrivendo scavacacchiare l’elogio futile del pongo».