Ormai bastardi nei rizomi del non più oltre, nel Fuori della decisione intimistica e oltre ogni lessema ritorta sul non-più-io, nell’Insiemità delle monadi apparse prima di un orizzonte eteroglosso siamo monaci della destinalità protervia del supino.
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Questo post è stato pubblicato il giugno 25, 2011 alle 4:57 pm ed è archiviato in Atopie, Deliri semiotici, Narci-sisma, punti di fuga, Sospensioni con i tag Estraneità, letteratura, Massa, poesia, psicoanalisi. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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