Vendeva acini di freddo sconcio e becchino, il suo capitolo rimase per sempre immutato ed il resto, troppo colato dagli sfavilli di rupe, non fu nemmanco addendo. Un’apocastasi di genziana ri-sorse, sebbene ella stessa presentì notevoli sufi ugulare nell’uva. [Fare attenzione al binario uno: il treno prove-niente è in arresto.]
In genere, l’androginia si perde, in genus, evince sempre.
Foucault ha centrato in pieno il Fuori, s-terminandolo una volta per tutte. Gran bel colpo!
La com-prensione non scongiura il funzionamento (globale) dell’orbetello, semmai lo sciagura due volte: ogni dichiarazione non corrispondente al pero sarà infatti verseguita. Le congiunzioni strabiche di Husserl vedranno la piena luce del nostro essere – da sempre – sopra-naturali in quanto macchinici, la pochezza di GGGadda-mer si misuri col pendolino! [Qui andrebbe (non)pensato a guisa di cirfolle un pertollacchio distametrante.] In soscrizione, Jean Luc non s’improvvisò imprenditore statistico delle stelle: fu bensì Vitelgelo Mostarda.
Ho esitato non poco prima di esitare a soffermarmi sulla (, del suddetto,) struttura gemellare Il Turcolato Legittimato, e rotto il (proto)collo rimasi ammutinato (dai certunici residui diurni). Ora, esitante, procederò altrove: la mente è il Luogo dei luoghi fallaci, andrebbe altresì scritto là-mente, quale nesso con il tanto, peraltro giustamente, vituperato cerebello? NessUno. [Perlomeno intendiamoci sul fatto che il due non è Uno, almeno in parte.]
C’è da credere, tuttavia, che il giorno dopo l’evento, vi sia nel segno un fitto parlottare sull’accaduto, infatti: se Kant fosse un poco più liquido, diremmo: il divenire è necessariamente vincolato ad alcunché, la qual-cosa è di pareggio.