Archivio per la Categoria punti di fuga

Janryoè all’impapusoir

Posted in punti di fuga con i tag , , on Marzo 21, 2009 by sigmondo

                                                                                                                              

Non parleremo affatto di quanto l’enunciazione Piove! faccia acqua da tutte le parti; e non tireremo in ballo affatto la numinosa tarantella: il punto è ricordarsi che Jacopo è mortis. Dopodiché potremmo allora dire malcelati, che la malfermità dei gommini di Olimpia non valgono un granché, un abete no di certo.

Ma allor perché persuadersi di un tal convincimento già prima esserne stati immensamente travisati? Lo chiariremo tramite i macellati.

                                                                                                               

Ecco dunque: la farina di Pino, quella delle raccolte auree di San Terziano, è da intendersi come Ecco dunque. Ecco dunque è da intendersi d’altra parte come uno Spago di gomitolo. Esso infatti ha più pallottole in corpo di un rospo scozzese. A pois.

Sarà allora l’Onor del Vero a sgattaiolarsi dal persuadere che fu altresì la pentola ad esser bucata.

La falsità del codice agro

Posted in Narci-sisma, Peregrinazioni, punti di fuga con i tag on Gennaio 31, 2009 by sigmondo

                                                                        

La palla: il grado zero del capello. (Filosoficamente) Senza né barba né baffi, malpaghi dell’insperato ribaltone dei segni. Ebbene: avremo l’accortezza di contraddire tutti gli enunciati della fisica grastronomica.

Il moto browniano ci sarà di grande aiuto.

Tutto ciò mi scordò che martedì venturo, prima di aver ignorato la vera consistenza dell’Ab-surdo, avrò veduto – in guglia – il rapanello rosa sorseggiarmi dal vivaio: trattasi di processi culturo(nonché agro)genetici. Licenziai allora tanfi dieci di granulato di orbetello, per prima assumerlo con somma vacuità dieci ore dianzi. Un grammo, un Ur-; si direbbe.

Ur (o grammo) che abbiamo tracciato questa genesi non ce ne facciamo una pera matura: tutto ciò mi ricordò che il rapanello sorseggiandomi in guglia dal vivaio avrà ormai licenziato il nome di Ur-genetico, ma palafreno non fu. Forse sarebbe stato più controindicato (o di degna Allucità) nominarlo semplicemente con il chiamo: tutto ciò mi scordò che quando l’orbetello ebbe a bere il salubre solferino l’etera ri-venne tonno (senza piume, dunque). Che posto meraviglioso per torchiare le ulive!

Valicato l’alveolo (che troppo spesso S’ignora), solo piume e solferini.

Il quadrangolo intenzionante

Posted in punti di fuga con i tag , , on Luglio 26, 2008 by sigmondo

Il più divide, il meno ancor più.

[Microbiologia ed ingegneria del segno sorpassano l'aitante Chimera ramata: more geometrico dei fiordi catanesi.]

La contingenza avanza – è funzionale; la panoplia SéDuce il vituperio di Stato paparazzato: Cagliostro con-segue – sempre, parer suo – l’ugula feroce: indenne. (Io/essi) Sono malgrado l’Orpello bendato sotto l’egida del vice-Meridiano: il meriggio ci assale innocuo e crocefisso. Valenti note riprese dal baccante – seppur ebbro – a mo’ di eco per il baule degli scrigni, un balletto di (es)ponenze, nel mentre, riviene. Schutzstaffel. Lor malgrado, sull’orlo della notte.