Specialisti senza spirito e gaudenti senza cuore vinsero dieci a diciuno l’orecchia metaempirica (e anche un poco pseudoide) di Franz K.: gli a-deschi (di Praha), gli a-desk; cripture d’officina. Virgolette: mettere QUI. Le puntine, dunque?
[Vladimir II aperse le Terme bis-Ontiche.]
(Pur) Essenti passati fior fior di lustri, il paupero starnazza ancora: Avanti rotolo/faccetta rossa e le sicurezze del con-certo passeranno via lisce!
La criptura an-alfabetica di Sloterdijk era, forse, anche ana-grafica? Non è malcerto, forse, che le scorse de-generazioni giunsero a fortuite rinvoluzioni? Eppoi: il Mezzogiorno fariseo, luddita e beghino non è certo il meriggio. In questi s-termini, allora, forse, il protervia, hajaba sensu, (ricordiamoci che Dina era la gatta), ebbe buio, come un satananasso scagliato da Marx Weber: un’oscura sciarada volta a chicchessia; come la consueta celebrazione del giubileo professionale: i ri-tratti.
Mentre Severino inghiottì Parmenide, le mosche di Bresson andarono in vacca. Il fantasma di Derrida non è, forse, revenant? L’immaginario del reale è altresì Masud Lakahn stagflazionato.
Sci-volano nella mentrità del pro-sciutto. Che bontà d’adipe! Che Westfalia immagolata! Yupp-wü rst è la S-S.ma Scotennata, senza-antenna e pre-parabola, (che) avviene. Dunquando è Troy, appercendo incente; siccome la rrrrrrr di umore fa (s)coppia. Para-para e meta-meta con l’ella, anch’essa intregola, risalì per-correndo la stessa alterità contenuta nel boccino-cocaino di una biro martellata nel veutero Silla.
Ricorre la quantità, la moltitudine; la gramigna lessa e lingua divoratrice di gatti: appercello la guardiola con lo scudiscio tristanico. L’abito non fa il mon(a)co, fa il PPPPPPontefice.