Archivio per la Categoria Sospensioni

Quel particolare cubito sull’orda del mulo

Posted in Sospensioni con i tag , , on Gennaio 9, 2009 by sigmondo

 

                                                                                                                                    Innanzitutto «si» è detto con due i, al contrario dello scritto che ne pro-duce una sola, il che è davvero singolare visto che s’era detto con due; guarda caso «si» (ri)sente d’una voce che – seppur in-vocata da un albino in fiamme – è pur sempre un degno rumore. [D'un'ingiunzione teatrica: la re-cita ben fatta è maledetta, la malefatta in-vece è sempre Bene-detta.] (S)Trattasi del simulacro di azioni che compare (le comparse) quando la Voce viene a noia: il gusto d’un lieve tormento viene a durar fatica se lo muove un copione (quello dell’ultimo banco). Entreranno sol-Dati dal rientro levigato e lineare del testo solo sol-Dati!; la s-folla esige un salt-in-banco che – in un gesto di sconfessata malgrazia – tumuli il copione in trenta note di immeritato de-merito.

Solo all’ora (una qual chessia) la merenda seguirà l’ignoto «de-».

Quello strano fine tesico per cui la Psyché e la Physis non furono fenomeni della Wille

Posted in Sospensioni on Gennaio 7, 2009 by sigmondo

[La scrittura: il Firmamento dei segni.]

Non ci resta che sussumere le desinenze scolastiche degli Alti P(r)elati: s-comunicare il linguaggio: portarlo fuori dalla sua canonicità. Poter essere apparentemente divenienti, insomma. Tutte pillinzacchere che urgono come il prudito dello S-cripturo – il che peraltro (allorché le Erinni ci scoprano) è già incenso di Salabia. Trattasi per l’appunto d’un’ingiunzione epifanica: le orme del rientro non sono messe giù d’un iugero per le entrate senzienti; non è per tirar sulla guisa dell’emmondo che ligicano ma pé fisiar ‘l vento d’uno spatasso irrecovabile. È Teto. E non ittìta come apparverebbe all’infacio suscio: Trampiscante, trampiscante colui ‘l va pè i cionfi. La quadrella tutt’a un tratto si stinse il pennino e fummo da capo. Il ruitante gommesto!

Il regno atipico dell’orecchio di rapa: Annuncio

Posted in Sospensioni con i tag on Dicembre 19, 2008 by sigmondo

Avvisiamo la gentile clientela che il SuperMercato chiuderà alle ore 20.00: il prossimo articolo mundico, invece, sarà prossimo.

L’équipe del Signor Mondo, Ancorata Incippa

Sulla Quadruplice Radice del Principio di Ragion Deficiente

Posted in Sospensioni con i tag , , on Ottobre 25, 2008 by sigmondo

Shoppinghour sarebbe lieto della lietezza se solo la sua Volontà esistesse un poco meno. Che sbagliataggine! Gli costerà tre occhi e una radice. Al radio, ovviamente. Dall’altra parte del cielo, ovviamente. Che poi non è dato il suo trovarsi… In ogni caso, la né-Cessità cade ancora una volta al solito fagiolo: è forse un caso che l’invenzione del concetto di «buco nero» sussegue proprio la diffusione della tecnologia dello sciacquone? Ancora una volta: gettati-nel-WÓ(rld).

Il rivenir Maggiore

Posted in Sospensioni con i tag on Ottobre 17, 2008 by sigmondo

Ieri mattina come spesso accade mi stavo guardando dalla strada mentre svolazzavo in nube sull’elefante rosa e, ad un tratto, udì la Gazzella Ufficiale, con voce fessa, decret(in)are: LA TESTUALITÀ DEL TESTO UNICO ABROGHERÀ TESTUALMENTE L’UNO-DEL-TESTO. Certo, come discorso sul testo, non fa una grinza. Tutta-via le discorsioni non sono mai grinzate, quindi trallalleremo altrove. Sul punto e a capo, ad esempio, molto si potrebbe dire, e molto si potrebbe tacere, anzi a dire, e non tacere, il vero, solo: leggere qualche datità già-scritta nel far-netturbino. [Jean Poll Sartre, come dicevamo molt'anzi, era notoriamente (ness)un gran esperto del Nulla.] L’Io-tempo: il procedere positivo impone uno Spazio Vitale.

Finora abbiamo evitato di dire lo scrivere: per continuare, ora, dovremmo iniziare a iniziare. Vale a dire – concludenti -: interrompere la discontinuità eclittica e srotolare i panegirici di cammello. La socitudine delle masse non può certo intagliare il foglio bianco sbusso (che nel mentrino si era persino scordato della filigrana); la labilità, invero, è 1413: chiude a 4923. C’è un moscone, probabilmente.

I tre cammelli al sugo DILWYN KNOX

Posted in Sospensioni con i tag , , on Settembre 28, 2008 by sigmondo

Specialisti senza spirito e gaudenti senza cuore vinsero dieci a diciuno l’orecchia metaempirica (e anche un poco pseudoide) di Franz K.: gli a-deschi (di Praha), gli a-desk; cripture d’officina. Virgolette: mettere QUI. Le puntine, dunque?

[Vladimir II aperse le Terme bis-Ontiche.]

(Pur) Essenti passati fior fior di lustri, il paupero starnazza ancora: Avanti rotolo/faccetta rossa e le sicurezze del con-certo passeranno via lisce!

La criptura an-alfabetica di Sloterdijk era, forse, anche ana-grafica? Non è malcerto, forse, che le scorse de-generazioni giunsero a fortuite rinvoluzioni? Eppoi: il Mezzogiorno fariseo, luddita e beghino non è certo il meriggio. In questi s-termini, allora, forse, il protervia, hajaba sensu, (ricordiamoci che Dina era la gatta), ebbe buio, come un satananasso scagliato da Marx Weber: un’oscura sciarada volta a chicchessia; come la consueta celebrazione del giubileo professionale: i ri-tratti.

Mentre Severino inghiottì Parmenide, le mosche di Bresson andarono in vacca. Il fantasma di Derrida non è, forse, revenant? L’immaginario del reale è altresì Masud Lakahn stagflazionato.

Sci-volano nella mentrità del pro-sciutto. Che bontà d’adipe! Che Westfalia immagolata! Yupp-wü rst è la S-S.ma Scotennata, senza-antenna e pre-parabola, (che) avviene. Dunquando è Troy, appercendo incente; siccome la rrrrrrr di umore fa (s)coppia. Para-para e meta-meta con l’ella, anch’essa intregola, risalì per-correndo la stessa alterità contenuta nel boccino-cocaino di una biro martellata nel veutero Silla.

Ricorre la quantità, la moltitudine; la gramigna lessa e lingua divoratrice di gatti: appercello la guardiola con lo scudiscio tristanico. L’abito non fa il mon(a)co, fa il PPPPPPontefice.

Le ugule molli. Da Carroll a Bion via Blanchot, senza Sade.

Posted in Sospensioni con i tag , , on Luglio 30, 2008 by sigmondo

Masoch: appeso – a testa in giù -, sciagurata congiu-ra! Ribaltando i segni si può tutto, financo decapitare i puntini senza i: serie di miniature di un idolo casalingo, trafugata – ed oramai altrove. Taluni promanano un po’ come Breton, attingendo a piene mani dalla tradizione spagirica del XVII secolo, non capendo – affatto – Freud.

Talaltri tonitruano il Nietzsche - impalato – in Blanchot s’accende e rumoreggia. In effetti ci fu sempre una forte irrealtà nella loro Unione: la scarica di per sé non ebbe Luogo. Servirebbe un organizzatore sociale: giochetti, madrigali, odesse, soprattutto sufeti dell’Ombra: lo sapeva bene Pausania il Periegeta: l’Eco fa la differànza.

Sgomitando su e giù per lo spessore, dell’e.

[Esordienti strutturalisti vorrebbero non aver toccato quei segni putrescenti, ora si dimenano - incanteranno Edith Piaf.]

Il concetto di presenza evidenziata appare e scompare – in esametri leonini e in distici elegiaci – dalle leggi catatoniche delle agorà deserte: il serpente umano lascia la traccia su ogni cosa. Macché osp(/t)italità! Diremmo di rimbalzo: l’alterità dell’alterità, mai Altra: presuppone l’evidente.

Nonostanti i guasti – con Rimbaud schioccò l’alterazione come via regia per il come via regia per il come via regia per il come via regia per il come. Il suo (del Nostro), tuttavia, sarà kinicismo: girolagando come un cirfolle pianeta, che pentagerazione! Il globo è sfera. L’esperienza agglutinata in Verbo lascierà dunque il passo alla sintassi celiaca; i grumi svettano, difficile definirli altrimenti…

Sade leverà un urlo ad ogni zoologica senza Zoé: come l’avvoltoio che percoteva con la sua coda le labbra di Leonardo nella sua culla.

Psicagogie: la notoria griglia, gli oggetti bizzarri appesi al muro, l’Apparato per pensare i grumi scorticati che s’incistano in un’espansione colossale tutto-corpo, gran bel botto dal vertice topico! Il racconto di Jensen racconta di una guarigione: tra la barriera di contatto e la sveglia c’è sempre un comodino.

 

Con la scarpa in mano

Posted in Sospensioni con i tag , on Luglio 19, 2008 by sigmondo

Con la sua scarpa in mano, visse Antonin Artaud. Così fu trovato quando la Sorte ne districò il non-Io in immagine ferma. Il suo disegno designerà i margini i ogni testo attraverso una parola che diventa testo essa stessa: dente che cade. Pompilio Realino lo trovò per strada. Si disaffezionò. La costanza del segnale accade, nulla può accanto all’Ordigno: attanzialmente si potrebbe prescrivere, tuttavia di abnorma si scioglie sempre. È esteso, diffratto, infranto, triturato, ma pur sempre coagulatore. Soggiace. Senza pieghe, né dispositivi accortamente adocchiati di sbieco come un pomodoro sghembo.

Zelante Gilles, proMotore filmico senza pellicola, scor-rerai ardito nella Z siderale.