Lector in fabula (per il lettore)

È stato sempre lecito preferire alla tranquillità il combattimento, alla stabilità la perdita che precipita. Georges Bataille, Il labirinto 

 

U-dite, u-dite! Riflession fatta! Ritroviamoci allo svin-colo dei testi, s-piazzati!  

Al qualcosa in-teso, dunque.

Orbene, se siete qui ri-uniti vi chiederete: quale specie di sacro è presa di mira (nell’oggi ove la morte del Logos è monito(r) per le nuove leve)? Il senso duplice stesso. La duplicità del senso duplice. Ecco dunque l’orizzonte dialogico: commenti imbecilli me li auguro, purché – fuor di bastone – siate lettoriscrittori, mai ri-spondenti.

Le parti designate dalle parentesi “[]” stanno a mo’ di segno del transizionale nel testo: un’inscrizione (talvolta: incrostazione) dell’e dentro e fuori; o forse del dentro fuori, insomma: vel et-et, vel aut-aut.

I calambeur disseminati nei testi altro non servono che per distrarre un poco la semiosi: per poi trafig-gere a più non posso il linguaggio nella vena liquida della sintassi.

5 Risposte a “Lector in fabula (per il lettore)”

  1. [...] Com’è noto alla base del sociocomportamentismo vi è la nozione di con-portamento: ciò dimostra che un topo è qualche cosa che si può computare. La pischella, invece, deve avere un culo di sasso, o perlomeno finché qualcuno le chiede perché i pesci non hanno i peli… [...]

  2. [...] 1.¥ Contenitore e contenuto stanno come l’otre al vino. [...]

  3. [...] I segni si erano spinti nelle fessure ontiche, ma ella ha due pillacchere di sterco al posto degli occhi. [...]

  4. [...] Valicato l’alveolo (che troppo spesso S’ignora), solo piume e solferini. [...]

  5. [...] Ingroppata la retta via (troppo a lungo smarrita), solo nasi e zuccherini. [...]

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