L’uomo che non sapeva determinare il proprio numero

Posted in Psico Cose con i tag , , on Febbraio 11, 2009 by sigmondo

                                                                                                                     

Oggigiorno abitualmente vien da chiadersi: «Che cosa significa abitare la Pavia tellurica post milanese?». Una rimozione dei con-tenuti.

Panta rei, sogno della percezione! L’Essere d’altro canto (quello del cigno), è percezione del sogno: è segno del sogno: la parvenza somatica dell’orizzonte psichico. Guai, guai se «non» ci fosse!

Il motto è – in Realtà – tuttora ho-tant’Uno (quand’esso in vero non muove un Cirpunzio): ci vollero trent’anni e tre «P» puntate per capire che il luogo pubblico era mera pubblicità.

Nell’imperterrito andirisvieni delle rappresentazioni, esso ripresentava l’Assoluzione del problema, ma l’apprendimento è irrefutabilmente un processo adottivo? Sotto quale prospezione di mondo ci si infligge l’accorata tutela? Il de-lirico della Gravìda. La multifattorialità della coltivazione estensiva assurge per questa via alla Teoria della Menta.

Il fittavolo era un uomo con i piedi per terra (fino all’impiccagione): il guinness dei primati non è certo sidro d’australopiteci.

La falsità del codice agro

Posted in Narci-sisma, Peregrinazioni, punti di fuga con i tag on Gennaio 31, 2009 by sigmondo

                                                                        

La palla: il grado zero del capello. (Filosoficamente) Senza né barba né baffi, malpaghi dell’insperato ribaltone dei segni. Ebbene: avremo l’accortezza di contraddire tutti gli enunciati della fisica grastronomica.

Il moto browniano ci sarà di grande aiuto.

Tutto ciò mi scordò che martedì venturo, prima di aver ignorato la vera consistenza dell’Ab-surdo, avrò veduto – in guglia – il rapanello rosa sorseggiarmi dal vivaio: trattasi di processi culturo(nonché agro)genetici. Licenziai allora tanfi dieci di granulato di orbetello, per prima assumerlo con somma vacuità dieci ore dianzi. Un grammo, un Ur-; si direbbe.

Ur (o grammo) che abbiamo tracciato questa genesi non ce ne facciamo una pera matura: tutto ciò mi ricordò che il rapanello sorseggiandomi in guglia dal vivaio avrà ormai licenziato il nome di Ur-genetico, ma palafreno non fu. Forse sarebbe stato più controindicato (o di degna Allucità) nominarlo semplicemente con il chiamo: tutto ciò mi scordò che quando l’orbetello ebbe a bere il salubre solferino l’etera ri-venne tonno (senza piume, dunque). Che posto meraviglioso per torchiare le ulive!

Valicato l’alveolo (che troppo spesso S’ignora), solo piume e solferini.

La verità del codice agro

Posted in Narci-sisma con i tag on Gennaio 23, 2009 by sigmondo

 

                                                                        

Tutto ciò mi ricordò che martedì scorso, dopo aver conosciuto la vera realtà dell’Ab-soluto, vidi – in nube – l’elefante rosa salutarmi dalla strada: trattasi di processi filo(nonché ago)genetici. Assunsi allora grammi dieci di granulato di Pinocchio, per poi licenziarlo con somma vacuità dieci ore dopo. Un grammo, un’ora; si direbbe.

Ora (o grammo) che abbiamo tracciato questa equivalenza non ce ne facciamo un fico secco: tutto ciò mi ricordò che l’elefante rosa salutandomi in nube dalla strada assunse il nome di Equivalenza, ma destriero non fu. Forse sarebbe stato più indicato (o polliciato) chiamarlo semplicemente con il nome: tutto ciò mi ricordò che quando Pinocchio ebbe a bere il salubre zuccherino la bimba di-venne Donna (senza naso, dunque). Che posto meraviglioso per spremere le arance!

Ingroppata la retta via (troppo a lungo smarrita), solo nasi e zuccherini.

Quel particolare cubito sull’orda del mulo

Posted in Sospensioni con i tag , , on Gennaio 9, 2009 by sigmondo

 

                                                                                                                                    Innanzitutto «si» è detto con due i, al contrario dello scritto che ne pro-duce una sola, il che è davvero singolare visto che s’era detto con due; guarda caso «si» (ri)sente d’una voce che – seppur in-vocata da un albino in fiamme – è pur sempre un degno rumore. [D'un'ingiunzione teatrica: la re-cita ben fatta è maledetta, la malefatta in-vece è sempre Bene-detta.] (S)Trattasi del simulacro di azioni che compare (le comparse) quando la Voce viene a noia: il gusto d’un lieve tormento viene a durar fatica se lo muove un copione (quello dell’ultimo banco). Entreranno sol-Dati dal rientro levigato e lineare del testo solo sol-Dati!; la s-folla esige un salt-in-banco che – in un gesto di sconfessata malgrazia – tumuli il copione in trenta note di immeritato de-merito.

Solo all’ora (una qual chessia) la merenda seguirà l’ignoto «de-».

Quello strano fine tesico per cui la Psyché e la Physis non furono fenomeni della Wille

Posted in Sospensioni on Gennaio 7, 2009 by sigmondo

[La scrittura: il Firmamento dei segni.]

Non ci resta che sussumere le desinenze scolastiche degli Alti P(r)elati: s-comunicare il linguaggio: portarlo fuori dalla sua canonicità. Poter essere apparentemente divenienti, insomma. Tutte pillinzacchere che urgono come il prudito dello S-cripturo – il che peraltro (allorché le Erinni ci scoprano) è già incenso di Salabia. Trattasi per l’appunto d’un’ingiunzione epifanica: le orme del rientro non sono messe giù d’un iugero per le entrate senzienti; non è per tirar sulla guisa dell’emmondo che ligicano ma pé fisiar ‘l vento d’uno spatasso irrecovabile. È Teto. E non ittìta come apparverebbe all’infacio suscio: Trampiscante, trampiscante colui ‘l va pè i cionfi. La quadrella tutt’a un tratto si stinse il pennino e fummo da capo. Il ruitante gommesto!

Il regno atipico dell’orecchio di rapa

Posted in Cervelleità, Psico Cose con i tag , , , on Dicembre 30, 2008 by sigmondo

Tra-cotanti giullari di corte, anche la casa di cura heideggeriana si servirà della pro-pulsione nucleare, detta autistica: un conto è una cosa, un conto è una parola; un conto è un conto.

Sveglio nell’asola fu a mo’ di spargiacque dei deliri dell’Io che pietavano il sale d’agave: nitrato di odio.

La fallacia di ogni concezione antinomica sulla prassoteoria filosofica è testimoniata ad esempio dalla messa in circolo nei lidi estivi dell’invenzione dell’infra-dito. Essa, prima di esser suola, è stata certamente Piega. In-oltre «infatti» è forma avverbiale sciagurata è lingua divoratrice di gatti come può testimoniarlo la sua forma sostantivale «Infattibililità».

The Lose sfornò quarantotto esametri di fila stesi in coppie da trentuno, due di cento ne lesse: nel soqquadro della torrenzialità dell’Essere, il di-venire appare ancora un ingenuo pollastrello.

E si rammentò di aggiungere: Mi ricordo molto bene quello che stavo per dire. Tuttavia nel giro di un istante se ne scordò, e sottrasse: Ho in oblio taluni motivi che debbono essermi scomparsi. Poco male. Oggi andrò a sentire i pifferi e domani andrò a scuola: per andare a scuola c’è sempre tempo.

Il regno atipico dell’orecchio di rapa: Annuncio

Posted in Sospensioni con i tag on Dicembre 19, 2008 by sigmondo

Avvisiamo la gentile clientela che il SuperMercato chiuderà alle ore 20.00: il prossimo articolo mundico, invece, sarà prossimo.

L’équipe del Signor Mondo, Ancorata Incippa

Il monaco tibetano sperequò: Lama Donna!

Posted in Psico Cose, Religo con i tag , , on Dicembre 19, 2008 by sigmondo

Alle dieci del pomeriggio mi ritrovai per una certa ardura. Nerastra. Pellegrinavo sulla cosmogonia degli Enti Tellurici con Clarabella (grande metodologa della sperequazione metafisica), quando il plurivecio mi fu d’inciampo – perché invero quadravo l’usignolo (grand-guignol, peraltro) -: la campagna fu curata dal diario.

Com’è noto alla base del sociocomportamentismo vi è la nozione di con-portamento: ciò dimostra che un topo è qualche cosa che si può computare. La pischella, invece, deve avere un culo di sasso, o perlomeno finché qualcuno le chiede perché i pesci non hanno i peli

Assiomi oltregenerali degli Universali sul Tutto (II Edizione)

Posted in Atopie con i tag , , on Dicembre 18, 2008 by sigmondo

1.1 Se l’Uno sta allora il Tutto è.

1.1.1 Allorché i molti si esibissero, starebbero come cose morte.

1.1.1.1 Mentre Alter scorre attraverso i sensibilia, soggiace un’Unità Fermissima.

1.1.1.2 Allorquando i punti implodessero in buchi, si sfracellerebbero in un tutto-fondo.

1.¥ Contenitore e contenuto stanno come l’otre al vino.

La civiltà del naso che gli duole

Posted in Narci-sisma con i tag , on Dicembre 11, 2008 by sigmondo

[Agosto: manovre in Galizia.] Pirlandello crebbe in dismisura quando la bimba di Geppetto si ritrovò nuovamente splendida e imbecille. Ordinò due tavoli, a merenda. Ebbe altresì ragione a giostrare la sua premura in un grottesco baloccarsi: egli si rese conto che stava per pronunciare una maledizione.

[I due tavoli a merenda.]

Lo stile educativo adottato è ormai salpato alla ricerca dei genitori e delle genitrici: la presa in carico dei fattori in gioco sussegue in questo caso allo sfracello del trattore: devianti traiettorie d’anestetico pollume sobillano le verdi cesoie sul campo dell’enunciazione: non tutto alloro, quel che appiccica… Fortunatamente oggi ricorre l’anniversario della prima ricorrenza dell’anniversario: un fatto che stana il coyote assetato.

[Le verdi cesoie sul campo.]

Dubito fortemente che le tre anitre arrostite abbiano percorso stocasticamente i territori della sera, in Re-Altezza credo piuttosto che siano state di reimpasto alla quagliarella sicana. Che le guglie in guisa, dunque, tanto inermi, tanto inermi, tanto inermi, assolutamente inermi, debbano risiedere nell’adone? Non v’è dubbio che, assedianti le Legioni Cirfolli, le ripresentazioni degli inusitati sorpassi guidino il tentativo di correggere le intollerabili condizioni di inibizione di cui esse recano testimonianza.

[Le Legioni Cirfolli.]

I segni si erano spinti nelle fessure ontiche, ma ella ha due pillacchere di sterco al posto degli occhi.