Oggigiorno abitualmente vien da chiadersi: «Che cosa significa abitare la Pavia tellurica post milanese?». Una rimozione dei con-tenuti.
Panta rei, sogno della percezione! L’Essere d’altro canto (quello del cigno), è percezione del sogno: è segno del sogno: la parvenza somatica dell’orizzonte psichico. Guai, guai se «non» ci fosse!
Il motto è – in Realtà – tuttora ho-tant’Uno (quand’esso in vero non muove un Cirpunzio): ci vollero trent’anni e tre «P» puntate per capire che il luogo pubblico era mera pubblicità.
Nell’imperterrito andirisvieni delle rappresentazioni, esso ripresentava l’Assoluzione del problema, ma l’apprendimento è irrefutabilmente un processo adottivo? Sotto quale prospezione di mondo ci si infligge l’accorata tutela? Il de-lirico della Gravìda. La multifattorialità della coltivazione estensiva assurge per questa via alla Teoria della Menta.
Il fittavolo era un uomo con i piedi per terra (fino all’impiccagione): il guinness dei primati non è certo sidro d’australopiteci.