Archivio per Attualità

Il regno atipico dell’orecchio di rapa

Posted in Cervelleità, Psico Cose con i tag , , , on Dicembre 30, 2008 by sigmondo

Tra-cotanti giullari di corte, anche la casa di cura heideggeriana si servirà della pro-pulsione nucleare, detta autistica: un conto è una cosa, un conto è una parola; un conto è un conto.

Sveglio nell’asola fu a mo’ di spargiacque dei deliri dell’Io che pietavano il sale d’agave: nitrato di odio.

La fallacia di ogni concezione antinomica sulla prassoteoria filosofica è testimoniata ad esempio dalla messa in circolo nei lidi estivi dell’invenzione dell’infra-dito. Essa, prima di esser suola, è stata certamente Piega. In-oltre «infatti» è forma avverbiale sciagurata è lingua divoratrice di gatti come può testimoniarlo la sua forma sostantivale «Infattibililità».

The Lose sfornò quarantotto esametri di fila stesi in coppie da trentuno, due di cento ne lesse: nel soqquadro della torrenzialità dell’Essere, il di-venire appare ancora un ingenuo pollastrello.

E si rammentò di aggiungere: Mi ricordo molto bene quello che stavo per dire. Tuttavia nel giro di un istante se ne scordò, e sottrasse: Ho in oblio taluni motivi che debbono essermi scomparsi. Poco male. Oggi andrò a sentire i pifferi e domani andrò a scuola: per andare a scuola c’è sempre tempo.

Non sono Stato, io

Posted in Pat-etiche con i tag , on Ottobre 19, 2008 by sigmondo

L’unità generica marziana ha fatto pluff!

I tre cammelli al sugo DILWYN KNOX

Posted in Sospensioni con i tag , , on Settembre 28, 2008 by sigmondo

Specialisti senza spirito e gaudenti senza cuore vinsero dieci a diciuno l’orecchia metaempirica (e anche un poco pseudoide) di Franz K.: gli a-deschi (di Praha), gli a-desk; cripture d’officina. Virgolette: mettere QUI. Le puntine, dunque?

[Vladimir II aperse le Terme bis-Ontiche.]

(Pur) Essenti passati fior fior di lustri, il paupero starnazza ancora: Avanti rotolo/faccetta rossa e le sicurezze del con-certo passeranno via lisce!

La criptura an-alfabetica di Sloterdijk era, forse, anche ana-grafica? Non è malcerto, forse, che le scorse de-generazioni giunsero a fortuite rinvoluzioni? Eppoi: il Mezzogiorno fariseo, luddita e beghino non è certo il meriggio. In questi s-termini, allora, forse, il protervia, hajaba sensu, (ricordiamoci che Dina era la gatta), ebbe buio, come un satananasso scagliato da Marx Weber: un’oscura sciarada volta a chicchessia; come la consueta celebrazione del giubileo professionale: i ri-tratti.

Mentre Severino inghiottì Parmenide, le mosche di Bresson andarono in vacca. Il fantasma di Derrida non è, forse, revenant? L’immaginario del reale è altresì Masud Lakahn stagflazionato.

Sci-volano nella mentrità del pro-sciutto. Che bontà d’adipe! Che Westfalia immagolata! Yupp-wü rst è la S-S.ma Scotennata, senza-antenna e pre-parabola, (che) avviene. Dunquando è Troy, appercendo incente; siccome la rrrrrrr di umore fa (s)coppia. Para-para e meta-meta con l’ella, anch’essa intregola, risalì per-correndo la stessa alterità contenuta nel boccino-cocaino di una biro martellata nel veutero Silla.

Ricorre la quantità, la moltitudine; la gramigna lessa e lingua divoratrice di gatti: appercello la guardiola con lo scudiscio tristanico. L’abito non fa il mon(a)co, fa il PPPPPPontefice.

Fenomenologia del pollo pinne gialle (with signet guaranty)

Posted in Peregrinazioni con i tag , , on Agosto 27, 2008 by sigmondo

Né vi è alcun proverbio che ci assicuri che il porco o l’oca sognino di venir macellati.

Sig(is)mund Freud, Lezioni elementari di introduzione alla psicoanalisi

 

Si annida nei pertugi dell’ipertalamo, è spanso. [Il pulpito scalpita dalle foreste bequadre di Nottingham.] Il suo becco (nemmanco a dirlo, Fior di becco!) abita i lasciti mafiopapalini: ingordo si stramazza – e si stracazza. Bevete il Pirlusconio e…sarete tutti Pirlusconi! Sognai di essere al Cairo, nel negozio di Giovanni Maria Farina, ne ordinai un bel mezzo catino: subito dalla metafisica del Suppergiù fui fiondato alla metafisica del tra(biccolo). Essere e Tempio, insomma. Come sempre, anche l’altra volta, ci capitai per caso. Come sempre, anche la prossima volta, non ci capitolerò i testi in esametri, ma sarò lieto di accortocciare qualche fogliaccio che

come sempre, quando capitai laggiù per caso, arava col suo rombo l’orizzonte. Il Pirlusconio: dacché soggiorniamo in Dacia siamo mendaci – ci accingiamo al molle tecio! Insomma, beh, beh, bel dire o bel fare? Certo invero che il Miss-fatto è un gran gran reginetto! [L'uva.] Bertha Pappenheim si tolse di mezzo e andò proprio proprio – suppergiù – nel Grande Tra che segretamente attendeva di esser scovato. Certo giunti fin qui dovremmo chiederci: la Domanda? Risposta. Ricoeur-date ricoeur-date è tutto uno e trinipecio. Una trallallazza che scovinchia. Uno stracambep senza mbé! PPPPPPP! Un po’ come un po’ direbberro i Suddetti. Se no cos! Sforbiciando le linee della chiusa dovrmm dir ch l 

 

Il cinema d’oltrecampo e il ticinese oblungo

Posted in Cervelleità con i tag , , , on Agosto 16, 2008 by sigmondo

41 Settembre 2012: vidi un Qualium dissolversi nelle ceneri. Qualche passo. Tre giorni di raffiche, tre regioni da parresiasta. A furia d’inanellare gli anelli mancanti ci ritroveremo tra le nebbie plutoniche!

[Mastri birrai edulcorano l'Essenza con zuccheri d'artificio. Il pianeta azzurro.]

Vaticinare i sali nel tubo: moderno arcaicismo dell’avveneristico uomo-contemporaneo, nunzio delle arti belle (e feroci): Gabriele Rapagnetta a cavalcioni della cavallina lavaculo.

[Una punteggiatura grandinifera:]

Attenzione: le ###vocali sono sei: esattamente i#l numero delle d,ue torri, in qua:ttro piedi. Tre per tre vennero in superficie, cirfolli; il Pornopapa Decaffeinato pronunziò la sua cabala: ars°a la su\a spiaggia verterà sul rig”ore. Udita cotanta Merdità mi misi due rubi///netti nelle orecchie, sul freddo. Cascate diritte si bagnarono di trespolo e viaggia<rono inden!ni. La chi;ave del mantello è dun^que quello che non c’è nella gioia: perché curare le foglie fa camminare alti sull’acqua.

[Deturpamento al rafano in salsa di Condillac.]

Ronald Barthes rimbalza nel porto franco di Pier Silvio Pasolini: lavare il burro al sole divenne il suo compito da bramino: steso sotto l’egida dei grattacapi saraceni avrà un chilometro di bue prima di trovare un fiore azzurro nel latte.

  

[Sophie Tucker m'innamorò; ora lucido le stelle.]

Quando Maledetto XVI si svegliò Pornopapa Decaffeinato tonitruò uno dei suoi lemmi: il Nome-Del-Padre-Pio (linea di demarcazione tra bohemian e flâ neur): { cartarsi: più che purificazione, putrefazione} . Il lanciatore di spade, di umore bemolle, fu scotennato da una calendula di spugna. Era un ossesso: bolide d’affrettati tempi, ornitorinco fuori dalla caverna. Luce fu. L’È(s)senza spansa rotolò in un in un tumulo di vuoti. Di vuoti che abitano il giorno come febbricitanti noie.

 

 

 

Il cielo dalla parte delle radici

Posted in Cervelleità con i tag , , on Agosto 11, 2008 by sigmondo

Come popfilosofo non con-Stato, resisto al pres(id)en-te: vecchio agere del parlante – o del contraddeto – per riesumare la rinsurrezione. Bonomia. Ostinazione del gusto. Insidia della cosa. La vecchia talpa di Bataille, la colomba (s-terminata) di Kant, il serpente azzannato da Zarathustra: il tritarsi dell’Essere è ormai d’uopo.

Cosa che nessun altro potrà pre-supporre.

I grafemi incisi su pietra, su carta o digitalizzati resteranno (sempre) avamposti o, semmai, posti-di-blocco; mai reimpasti, ma tenacemente im-postori. Segni azimi ovunque: grande tema patetico di tutte le vertizioni.

[Qui: inchiodare a sorpresa un viandante-peloso (de)capitato al margine del discorso per caso; nello stesso temp(i)o scordarsi del proprio atto, non senza efferatezze.]

Rabelais e Proudhon come referenti alchemici; Jean Nicot a braccetto con Romain Roland Barthes mise loro in bocca queste parole:

- La meteorologia di Heidegger si evince dai riflessi dell’io, tegole al vento!

[La voce sarà troncata tra gli applausi di un immenso popolo.]

Eppoi schiamazzi, sicché si tolsero.

Justine. Girava per anfratti, cercava il Del del del… subito la morte-morta, come ogni inizio, come ogni atto concepitivo: alba della Concettità. Le procedure erano note, senza alcunché: tempi spazializzati in funtivi, darsena dei tramontati sensi. Che ore, sono! Benché i prodromi non furono eccelsi i giochi ormai sono s-finiti: promanando finte farine d’ossario. Oscenicamente mentitore liturgico – regalità degna d’un Bowie arrotolato.

 

Accattoni

Posted in Pat-etiche con i tag , , on Luglio 26, 2008 by sigmondo

Nella nostra impervia contemporaneità al presente siam tutti catto-menti. Cattoliberisti, cattopapisti, cattodemocratici, nuovi democristiani e cat-tocomunisti. Dimenticavo: (s)fasciorazingeriani. E che catto! Il preludio dell’Uno avvenne quando l’Immuno Cavillo con i suoi vassalletti e le sue pischelle fu ricevuto nella reggia di Re Maledetto XVI: il resto abbiamo a vedere. Tutti mente-catti, avidi lettori del vangelo del consumo – televisivo – di massa ci terremo aggiornati con molta/o Fede.

 

Ripreso ed accortamente rinsaldato dalla contropar-tita.