Archivio per Bion

Cogito ergo cogito: il dire-Vaudeville

Posted in Cervelleità con i tag , , , on Luglio 26, 2008 by sigmondo

[Libri da ardere nelle stufe spente di Bristol.]

Se la scienza, nell’acce(tta)zione corrente del termine, tornasse su se stessa rimarrebbe accecata e storpia: uscir dal tracciato reca sconquasso al (Nome-del-) Padre, pio.

Scie(me)nza: i funtivi aggrappati e degradati a funzioni, il grimaldello dell’oggettuale. Condotti, condotti, condotti i mulini transeunti: il lavoro del negativo. Oh Pandora! Oh tempi di colera, panorami monadici alle fonti del falso Mozart! Passiamo al Dunque.

Uscendo dal cappello: se dir co-scienza muove dal far-netturbino, dall’alambicco di Matteo Blancho – perdureranno – ovunque gli schizzi. Fuor di splitting patologico resterà mero Gergo Satanico: senza Bene, mille e una notte con cento pir(l)andelli.

[Benedetto (in) Croce e Maledetto (in) Calice - tuttora - senza coda.]

Il becco, fior di becco: o-o: innanzi a lor sfugge – ricuperando correzioni orizzontali. Bianco su bianco pone problemi tutt’interi, il dire. Mai scalfitti. Ma pur sempre accartocciati: la paura resta la base di ogni ordine sociale: squagliandosi, un gigno beffardo li tumulerà.

La Compagine Aliena Supersignificante (il Preludio del divenir-ubuesco)

Posted in Deliri semiotici con i tag , , on Luglio 20, 2008 by sigmondo

Detto fatto, detto scritto. Dove ogni rattoppar viene meno siamo al segno dell’agire: un addensamento, un’implosione di segni che permette l’uscita dalla matrice significante di partenza: un buco nero etnosemiotico, detto altrimenti. Tra ceppi semiosferici e inceppi nevrotici. Tra vicoli ciechi grammaticali, pertugi (strettamente) sintattici e viatici (con)transferali:

Accidenti!

Debraiaggio e d’embraiaggio: s’impara, Accidenti! se s’impara, a voler esser ratto senza verme con Marco Giunio Silano. È esterno il Fuori che nemmeno trans-visibile in superficie, appare: lì tutto collassa, senza – irrisorio – cambiamento catastrofico e terrore senza nome. Tremore. Già con-cede d’esser pungolo per l’altrui guizzante sagacia.