Innanzitutto «si» è detto con due i, al contrario dello scritto che ne pro-duce una sola, il che è davvero singolare visto che s’era detto con due; guarda caso «si» (ri)sente d’una voce che – seppur in-vocata da un albino in fiamme – è pur sempre un degno rumore. [D'un'ingiunzione teatrica: la re-cita ben fatta è maledetta, la malefatta in-vece è sempre Bene-detta.] (S)Trattasi del simulacro di azioni che compare (le comparse) quando la Voce viene a noia: il gusto d’un lieve tormento viene a durar fatica se lo muove un copione (quello dell’ultimo banco). Entreranno sol-Dati dal rientro levigato e lineare del testo solo sol-Dati!; la s-folla esige un salt-in-banco che – in un gesto di sconfessata malgrazia – tumuli il copione in trenta note di immeritato de-merito.
Solo all’ora (una qual chessia) la merenda seguirà l’ignoto «de-».