Archivio per cinema

Jessica nel senso di sintomo

Posted in Narci-sisma con i tag , , , , , on Giugno 1, 2009 by sigmondo

Non è difficile palesare la Necessità dei lidi innevati; ora, che il Miracolo del Torsolo dell’Uva è numinoso, tutto ciò si dispiega. E non potrebbe essere altrimenti. Come la perturbazione  – che è ritenuta stolidamente temporale e non spaziale -, dacché il Duca di Rotterdam è stato abbandonato sul pisciatoio dall’aviazione… Holmes si accese una stufetta e se la fumò in un sorso solo. Resta da spiegare ora il cosiddetto Mistero del Torsolo dell’Uva, ebbene, che lo spiani qualcheduno altro, ormai che son Santo preferisco i pifferi al suonar di ghega.  E perché mai? Imperciocché il rinvio è inteso da sempre al dunque, e invero non lo è. È piuttosto segno dell’instradarsi di Aldino nelle sagre del buon senso comune. E perché mai la privatezza dovrebbe scontrarsi con la pubblicità? Le campagne del marketing psicolessicale, ad esempio, vanno spruzzando da qualche tempo a questa parte un ottimo humus nelle cavità urbane più romite.

E, strano a dirsi, vennero a galla le galline.

Il monaco tibetano sperequò: Lama Donna!

Posted in Psico Cose, Religo con i tag , , on Dicembre 19, 2008 by sigmondo

Alle dieci del pomeriggio mi ritrovai per una certa ardura. Nerastra. Pellegrinavo sulla cosmogonia degli Enti Tellurici con Clarabella (grande metodologa della sperequazione metafisica), quando il plurivecio mi fu d’inciampo – perché invero quadravo l’usignolo (grand-guignol, peraltro) -: la campagna fu curata dal diario.

Com’è noto alla base del sociocomportamentismo vi è la nozione di con-portamento: ciò dimostra che un topo è qualche cosa che si può computare. La pischella, invece, deve avere un culo di sasso, o perlomeno finché qualcuno le chiede perché i pesci non hanno i peli

Schizzofrenesi e deuterogaloppo nella quadrella dell’entromachia

Posted in Peregrinazioni con i tag , on Novembre 22, 2008 by sigmondo

Gustavo pietro-polli al Carné quando uno strangulto m’infischio l’orecchia; mi disse: «Oramai i Pro-fessi son fin troppo nutriti, vediamo di enumerarli». A dir poco, dunque: l’intellettuale, il formatore reattivo, l’idealista, lo scissore, il negafono, lo spostato, er coatto e l’immancabile proiettore; un’anzifattanza di carapaci sprocellati nell’antriocurpacchio permustaffatore.

[Il machismo di Venere.]

La Psicolozia Random si destreggia bene nello sviluppo, Nonna Papera invece insegue ancora l’inconsunta stazione: il circo-di-vita è sorretto da un principio carminativo. La pulsione deputata in questo caso, séduce lo Zeppelin di Hellzapoppin’: s-caracalla il c-orallo con l’allo scal-mallo!

La morale (o la molare, se si preferisce)? I landescapes rimbanzerellano tra ugonotti e gualdraccini; Rensis Likert, in uno sfruscello, li accalacchiapperà.

La bancarella di Gandhi: arretrando, il colle inceppato si s-ceppa.

Posted in Peregrinazioni con i tag , , on Ottobre 22, 2008 by sigmondo

Non è certo facile essere stranieri nella lingua altrui, è fucile. C’è da dire, tuttavia, che il tempo si trova difficilmente in questo periodo, ed anche i gatti: la speranza fa parte delle loro mansioni. Salti logici da galeone, da parte di Carlo Teodoro D.! che di mestiere faceva il tagliavini.

Il commesso del quale spirlavo dianzi è l’eroe eponimo dell’errore, ammesso il commesso, pirltanto, l’errore è sbeccato dal giullame. Perso inoltre l’adattamento, C. T. D. si ritrovò con un volto fin troppo squadrato: il portafaccia era fuori uso. [Caso duole che « demente» sia anche forma di inavverbialità (de-)mente.]

Aventi ormai appurato che il so-dio non è-vento, bensì frusc-Io, come giungere, ora, al fruscello? Propter duello, forse? Certo, è innegabile che essendo, si è (essenti). Tuttavia quest’ultima affermazione suona enunciante un Essere illegittimo e un poco bastardo: premeditato. Le idee di (un) dio prima della (es)creazione del mondo (Hegello). Per Paracello! I sigurtesi, tuttostanti i fatti, verranno allora – fuor di danza – ballanti. L’incidentale « tra l’altro» è divenuta ormai forma discorsiva primaria: tra-l-altro. Altro che(/altroché) Quarta Persona singolare…

[Api di cera caderanno in sonno, siccome (dis)graziate sull'orlo del patibolo.]

Con calde uve nere, banchetteremo i rinnovati cermogli. Con calde uve nere, quest’anno secante verrà bagnato. Di essere entrotombi ne abbiamo ben donde! Ugulando col sufeta viaggeremo fermamente spenti.

[Metodo del discorso, insidia della cosa]

4,016 Frebbbbraio. E, presa la metropoliuretana, varie volte mi colsi sul fatto mentre facevo seri tentativi di sorpendermi con le mani nel cogliente: il fatto è che, nel mentre, il cogliersi non può darsi: e nemmanco darsi. Porci, forse.