Archivio per deleuze

Il regno atipico dell’orecchio di rapa

Posted in Cervelleità, Psico Cose con i tag , , , on Dicembre 30, 2008 by sigmondo

Tra-cotanti giullari di corte, anche la casa di cura heideggeriana si servirà della pro-pulsione nucleare, detta autistica: un conto è una cosa, un conto è una parola; un conto è un conto.

Sveglio nell’asola fu a mo’ di spargiacque dei deliri dell’Io che pietavano il sale d’agave: nitrato di odio.

La fallacia di ogni concezione antinomica sulla prassoteoria filosofica è testimoniata ad esempio dalla messa in circolo nei lidi estivi dell’invenzione dell’infra-dito. Essa, prima di esser suola, è stata certamente Piega. In-oltre «infatti» è forma avverbiale sciagurata è lingua divoratrice di gatti come può testimoniarlo la sua forma sostantivale «Infattibililità».

The Lose sfornò quarantotto esametri di fila stesi in coppie da trentuno, due di cento ne lesse: nel soqquadro della torrenzialità dell’Essere, il di-venire appare ancora un ingenuo pollastrello.

E si rammentò di aggiungere: Mi ricordo molto bene quello che stavo per dire. Tuttavia nel giro di un istante se ne scordò, e sottrasse: Ho in oblio taluni motivi che debbono essermi scomparsi. Poco male. Oggi andrò a sentire i pifferi e domani andrò a scuola: per andare a scuola c’è sempre tempo.

Il cinema d’oltrecampo e il ticinese oblungo

Posted in Cervelleità con i tag , , , on Agosto 16, 2008 by sigmondo

41 Settembre 2012: vidi un Qualium dissolversi nelle ceneri. Qualche passo. Tre giorni di raffiche, tre regioni da parresiasta. A furia d’inanellare gli anelli mancanti ci ritroveremo tra le nebbie plutoniche!

[Mastri birrai edulcorano l'Essenza con zuccheri d'artificio. Il pianeta azzurro.]

Vaticinare i sali nel tubo: moderno arcaicismo dell’avveneristico uomo-contemporaneo, nunzio delle arti belle (e feroci): Gabriele Rapagnetta a cavalcioni della cavallina lavaculo.

[Una punteggiatura grandinifera:]

Attenzione: le ###vocali sono sei: esattamente i#l numero delle d,ue torri, in qua:ttro piedi. Tre per tre vennero in superficie, cirfolli; il Pornopapa Decaffeinato pronunziò la sua cabala: ars°a la su\a spiaggia verterà sul rig”ore. Udita cotanta Merdità mi misi due rubi///netti nelle orecchie, sul freddo. Cascate diritte si bagnarono di trespolo e viaggia<rono inden!ni. La chi;ave del mantello è dun^que quello che non c’è nella gioia: perché curare le foglie fa camminare alti sull’acqua.

[Deturpamento al rafano in salsa di Condillac.]

Ronald Barthes rimbalza nel porto franco di Pier Silvio Pasolini: lavare il burro al sole divenne il suo compito da bramino: steso sotto l’egida dei grattacapi saraceni avrà un chilometro di bue prima di trovare un fiore azzurro nel latte.

  

[Sophie Tucker m'innamorò; ora lucido le stelle.]

Quando Maledetto XVI si svegliò Pornopapa Decaffeinato tonitruò uno dei suoi lemmi: il Nome-Del-Padre-Pio (linea di demarcazione tra bohemian e flâ neur): { cartarsi: più che purificazione, putrefazione} . Il lanciatore di spade, di umore bemolle, fu scotennato da una calendula di spugna. Era un ossesso: bolide d’affrettati tempi, ornitorinco fuori dalla caverna. Luce fu. L’È(s)senza spansa rotolò in un in un tumulo di vuoti. Di vuoti che abitano il giorno come febbricitanti noie.

 

 

 

Sorrisi senza gatti

Posted in Peregrinazioni con i tag , , on Luglio 11, 2008 by sigmondo
A tutta prima ei fu bensì abbastanza, tuttavia tutto-scorre. Non foss’altro c’è un crogiuolo d’agguatellati – che si mormora paracellando siffattanti guerdinciuoli. Eh buongiorno… vedirò callanteschi pedrelli si girola-gando ciurmanteschi. Caracallano, suvviperò non ta-trascano.