Archivio per empirismo

Sulla Quadruplice Radice del Principio di Ragion Deficiente

Posted in Sospensioni con i tag , , on Ottobre 25, 2008 by sigmondo

Shoppinghour sarebbe lieto della lietezza se solo la sua Volontà esistesse un poco meno. Che sbagliataggine! Gli costerà tre occhi e una radice. Al radio, ovviamente. Dall’altra parte del cielo, ovviamente. Che poi non è dato il suo trovarsi… In ogni caso, la né-Cessità cade ancora una volta al solito fagiolo: è forse un caso che l’invenzione del concetto di «buco nero» sussegue proprio la diffusione della tecnologia dello sciacquone? Ancora una volta: gettati-nel-WÓ(rld).

La domenica lunedetta

Posted in Peregrinazioni con i tag , , , on Ottobre 25, 2008 by sigmondo

e coperse il fil di piombo con uno zendado nominale. Di un livore denso e assassino, il precotto. [Per ora il Tu leggente - nell'ora - non sei ancor nel divenir-lettore, ma ben presto, essendo leggente ti renderai accorto - nel ri-conto - della differenza frapposta tra la tua or ora lettura e il fatto di essere posizionato difronte al testo.] E ancora una volta in nuce. Il beghino.

L’evenienza è certa nella sua estrusione, dubbia invece, nel suo sistere. Per questo: il rimbombar meccanico è evenienza macchinica. Una mattanza attoriale nello sfracello della fabbrica iperugoLaaaaaaaa!!!! (Una sorta di vulcanico precipitattore di sememi.) Tracce di gesso nel luogo della capenza, mille rivoli di non luoghi nella capenza del gesso: lo stare instauati come seconda pioggia del cipresso iberico. Hidalgo! C’è da dire, c’è. Ma, tutto-sommato, fu solo l’algoritmo della somma…

I tre cammelli al sugo DILWYN KNOX

Posted in Sospensioni con i tag , , on Settembre 28, 2008 by sigmondo

Specialisti senza spirito e gaudenti senza cuore vinsero dieci a diciuno l’orecchia metaempirica (e anche un poco pseudoide) di Franz K.: gli a-deschi (di Praha), gli a-desk; cripture d’officina. Virgolette: mettere QUI. Le puntine, dunque?

[Vladimir II aperse le Terme bis-Ontiche.]

(Pur) Essenti passati fior fior di lustri, il paupero starnazza ancora: Avanti rotolo/faccetta rossa e le sicurezze del con-certo passeranno via lisce!

La criptura an-alfabetica di Sloterdijk era, forse, anche ana-grafica? Non è malcerto, forse, che le scorse de-generazioni giunsero a fortuite rinvoluzioni? Eppoi: il Mezzogiorno fariseo, luddita e beghino non è certo il meriggio. In questi s-termini, allora, forse, il protervia, hajaba sensu, (ricordiamoci che Dina era la gatta), ebbe buio, come un satananasso scagliato da Marx Weber: un’oscura sciarada volta a chicchessia; come la consueta celebrazione del giubileo professionale: i ri-tratti.

Mentre Severino inghiottì Parmenide, le mosche di Bresson andarono in vacca. Il fantasma di Derrida non è, forse, revenant? L’immaginario del reale è altresì Masud Lakahn stagflazionato.

Sci-volano nella mentrità del pro-sciutto. Che bontà d’adipe! Che Westfalia immagolata! Yupp-wü rst è la S-S.ma Scotennata, senza-antenna e pre-parabola, (che) avviene. Dunquando è Troy, appercendo incente; siccome la rrrrrrr di umore fa (s)coppia. Para-para e meta-meta con l’ella, anch’essa intregola, risalì per-correndo la stessa alterità contenuta nel boccino-cocaino di una biro martellata nel veutero Silla.

Ricorre la quantità, la moltitudine; la gramigna lessa e lingua divoratrice di gatti: appercello la guardiola con lo scudiscio tristanico. L’abito non fa il mon(a)co, fa il PPPPPPontefice.

Cogito ergo cogito: il dire-Vaudeville

Posted in Cervelleità con i tag , , , on Luglio 26, 2008 by sigmondo

[Libri da ardere nelle stufe spente di Bristol.]

Se la scienza, nell’acce(tta)zione corrente del termine, tornasse su se stessa rimarrebbe accecata e storpia: uscir dal tracciato reca sconquasso al (Nome-del-) Padre, pio.

Scie(me)nza: i funtivi aggrappati e degradati a funzioni, il grimaldello dell’oggettuale. Condotti, condotti, condotti i mulini transeunti: il lavoro del negativo. Oh Pandora! Oh tempi di colera, panorami monadici alle fonti del falso Mozart! Passiamo al Dunque.

Uscendo dal cappello: se dir co-scienza muove dal far-netturbino, dall’alambicco di Matteo Blancho – perdureranno – ovunque gli schizzi. Fuor di splitting patologico resterà mero Gergo Satanico: senza Bene, mille e una notte con cento pir(l)andelli.

[Benedetto (in) Croce e Maledetto (in) Calice - tuttora - senza coda.]

Il becco, fior di becco: o-o: innanzi a lor sfugge – ricuperando correzioni orizzontali. Bianco su bianco pone problemi tutt’interi, il dire. Mai scalfitti. Ma pur sempre accartocciati: la paura resta la base di ogni ordine sociale: squagliandosi, un gigno beffardo li tumulerà.

Saggio sull’Interdetto Umano

Posted in Pat-etiche con i tag , , on Luglio 18, 2008 by sigmondo

[Mosche e licheni vagano con l'infermo prelato sul monte venusiano Citerona.]

Trovaron riparo nell’ampio raggio tracciato dal Sommo Theuth, resteranno sbriciolati. Accidia. Verruche e stracci. I prelati – quelli ancora entrotombi – schizzaron fuori dal tramezzo Eugioia! Eugioia! Demonìa! Invocaron l’Oracolo Accerberato per il lieto evento: trammazzato, là disopra: la sfinge e Laio, dunque: enigmi falla(I)ci.

Dall’ossario predato si popola l’accodato pianetino: embrionici vermi senza coda, pertanto nella Vegetalità – che, nient’affat(qui: un’unghia di incenso ben diffratto)to è un’Animalità incerta. È rizoma malfermo/infermo (anch’esso: come la partenogenesi che fu) nella sua tra-dizione sciagurata; ché difronte alla profezia di Tiresia. Diventa arguzia.

Esser gabbati, è il lazzo involontario del genio. Un’ingiunzione del reale nella sua nebbia. Ad esser sincretici non c’è intesa, solo treni in corsa: lame rotanti per ogni opposizione. Lacerano. Mentre la Quarta Impersona secerne la medesima verità candida e idiota.

Si può certo dire micragnosamente e – (Risperdal: suppergiù tre o quattro badilate) – stolidamente d’esser soavi.

 

Humiano, troppo humiano

Posted in Atopie con i tag , , on Luglio 16, 2008 by sigmondo

Le alterità prossime e distanti delle nostre presenze, le medesimezze nelle ip-seità – e vice versa – delle doppie ripetizioni, sfasciate in un istante. Sempiter-no. Solo un ettaro di istanze psichiche, fu: verranno riarse, eccome! Nel frat-tanto: i Legati cincischiano – prima e dopo -, vitto e alloggio compresi: sarà il Sole di Giove a cui siamo perennemente accodati. Carta canta: i punti cardinali pronunziati all’unisono subi-ranno la torsione j dal vertice Q. Per la palla e il biliardo (affusolato) di Didone! Il Sole! L’altrui Sole non (ri)sorge dacché autotrasparente.