Stavo giusto per pareggiare i refer-enti cosmogonici del bidet, quando i tondi tellurici giunsero a compimento… a proposito ne approfitto per avvisare Mastro Ciliegia che quando leggerà questo mio scritto sarò già in cima al bue, e là lo attenderò. Tornando al punto, i sorsi non erano certo in nuce e nemmanco in nube. Pirlomeno il disavanzo è performativo: overplanning consensus, potrebbe, addirittura, apparire. Oh, se Sadoch vedesse cotanto sgomento! Nella mentrità del dove, dicevamo, co-seni girolaganti riempivano l’asciugamano: mangiare manghi a colazione, sono acerbi; meglio lasciarli maturana un po’. La (n)ominazione del mondo verrà di seguito, stanti altrimenti-e-non-così le cose (che poi sono gli aspetti più calcestruzzi).
[Attenzione: il treno iperregionale di Alitalia partirà 50 volte dal binario 6 invece che a zonzo.]
Dopo che i filosofi novecenti sgozzarono tutte le maiuscole, i concetti furono secondi alle narrazioni? Attenzione: così è anche altrimenti.
Il di-rettore gasolico insiste per promuovere una politica della cessitudine: l-imitazione non può darsi, (con)viene, eppure.
Brahamamlo si chiese Vado errato o sono errante? e (pre)notò le due note di gelsomino e caucciù diffratte nel nutrito pestume, finché qualcheduno gli sbattè con deliberata malgrazia l’incomoda tardezza: pare che la stretta di mano fu inventata per dimostrare che non si è armati.
Queste riflessioni, orbene, lasciano il tempo che trovano. Mi ricordo, ad esempio, che giusto tre o quattro, a dire il vero forse sei (ma esattamente: centun giorni), lustri fa trovarono il tempo di Bergson, in tal mentre, prima di lasciarlo, Porcell Mauss/Marcell Arroust trasportava un pacco con dentro se stesso: solo allora i molti accarezzarono l’idea di élan.
Insomma: siamo capenti!: la lattuga di sodio tempesta i luoghi gommici: abita l’oltrità del nulla. Il che non è niente, ma nemmanco qualcosa. E che poi, ben lo si sa, ad essere indessicali: chi è causa dei suoi cani, pianga il commesso.