Archivio per pulsioni

Gli animali logici dello zoo della frutta

Posted in Narci-sisma, Psico Cose con i tag on Febbraio 13, 2009 by sigmondo

 

Nemmanco l’Io è padrone a casa propria, financo il pensiero è di Vergente, peraltro da i più considerato un insigne studioso della nascita di Giovanni Piaget; tra paraocchi e paraculi, paraparerà. Un interrogativo tutta-via suona opportuno: l’inter-vista comporta-mento ad hoc Io? Trattasi di relazione sociale dialogica di scambio bidirezionale e circolare di tipo orizzontale e reciproco: una mitragliata, insomma.

[Le tre P.]

La volontà massificante dell’apparecchio cicciottello è desumibile dalla diffusione nel cinquantennio delle ben note «trasmissioni»: l’evento s-compare nel suo porsi, non v’è luogo che lo regga, cercarlo sarebbe un po’ come cercare l’«h» di «mento». Non v’è.

Il regno atipico dell’orecchio di rapa: Annuncio

Posted in Sospensioni con i tag on Dicembre 19, 2008 by sigmondo

Avvisiamo la gentile clientela che il SuperMercato chiuderà alle ore 20.00: il prossimo articolo mundico, invece, sarà prossimo.

L’équipe del Signor Mondo, Ancorata Incippa

Schizzofrenesi e deuterogaloppo nella quadrella dell’entromachia

Posted in Peregrinazioni con i tag , on Novembre 22, 2008 by sigmondo

Gustavo pietro-polli al Carné quando uno strangulto m’infischio l’orecchia; mi disse: «Oramai i Pro-fessi son fin troppo nutriti, vediamo di enumerarli». A dir poco, dunque: l’intellettuale, il formatore reattivo, l’idealista, lo scissore, il negafono, lo spostato, er coatto e l’immancabile proiettore; un’anzifattanza di carapaci sprocellati nell’antriocurpacchio permustaffatore.

[Il machismo di Venere.]

La Psicolozia Random si destreggia bene nello sviluppo, Nonna Papera invece insegue ancora l’inconsunta stazione: il circo-di-vita è sorretto da un principio carminativo. La pulsione deputata in questo caso, séduce lo Zeppelin di Hellzapoppin’: s-caracalla il c-orallo con l’allo scal-mallo!

La morale (o la molare, se si preferisce)? I landescapes rimbanzerellano tra ugonotti e gualdraccini; Rensis Likert, in uno sfruscello, li accalacchiapperà.

Alcune concordanze psichiche tra l’improvvisarsi-Heidegger e l’avere buio in meriggio pieno.

Posted in Peregrinazioni con i tag , , on Novembre 8, 2008 by sigmondo

Davanti all’aratro allora come oggi, sta soltanto… il bue.

Sig(is)mund Freud, Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio

 

Sebbene l’eroe aveva compiuto tutte le sue orecchie, è pur vero che novembre contiene un principio di Dicembrità. L’Essere improvvidente è il punto: tra la Gradiva freudiana e la Gradisca felliniana, che mestiere da pendolino, il pendolare!

[Rogorando.] Giunto, dopo tre chilometri di bue, attesi. Mi trovò là. Atteso. Era egli stesso, dunque: Mastro Ciliegia. Ebbe modo, a suo tempo, di inoltrarmi buone novelle sullo statuto, peraltro da tempo florido, del far-netturbino nell’Epistemologia della Burrata: la direzione del senso era quella della Complessità: Ov«est. Tutt’a un tratto, (tutta-via,) il su medesimo detto, mi si rivolse contro. Era un mentrino di mancata ipseità: il tratto ora biro, non era. Il suo disinchiostrarsi crebbe altresì in bagatella: la mitodologia della pre-venzione.

[Sedia.] Ancor vagano, di incenso e mirra i fumi grigi. In due. La (af)fondazione come usbergo delle pratiche del risucchio: in questo senso, sebbene il è dir-si, il si è far sì? Il siffacchio mondano? Eppoi: che il malandrillo etnografico debba meramente accomiatarsi dai contorni? Che il « che» debba esser posto in questione? È la questione che merita di abitare l’abitudine? O l’abito, forse? Ma soprattutto: il grado Zero sghiaccia?